Cammino Naturale dei Parchi

Design system

ITINERARI

L’idea del Cammino Naturale dei Parchi nasce nel 2016 con l’intento di creare un percorso opposto rispetto a quelli ai quali siamo abituati: non giunge a Roma ma esce dalla Città eterna – da sempre meta di pellegrini e di turisti – attraversa fondi valle storici e si dirige verso alcune piccole grandi meraviglie del nostro Paese, nascoste tra i boschi dell’Appennino, spesso ancora sconosciute.

Come percorrerlo

a piedi

Distanza

430 km

Durata

25 tappe

Il nome scelto per il percorso riprende la concezione spagnola secondo la quale i pellegrinaggi religiosi vengono distinti dai laici “Caminos Natural“, sottolineando così come anche chi non è mosso da spiritualità religiosa può può essere un camminatore.

Il Cammino Naturale dei Parchi è stato pensato non solo per esperti escursionisti, ma per tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza benefica per anima e corpo. Il camminare lento pervade il senso delle cose e la concezione della vita dei partecipanti, il loro comportamento. Crea un rapporto con l’ambiente e con le persone che arricchisce relazioni e socialità di chi cammina, accrescendo le loro conoscenze e il loro rispetto sia per la natura che per gli uomini.

Con il suo itinerario, il Cammino Naturale dei Parchi unisce le diverse aree protette che si susseguono nel percorso tra Roma e L’Aquila, creando una rete che – passando per diverse regioni – promuove la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e anche religioso, favorendo lo sviluppo del turismo sostenibile.

Si attraversano anche le aree colpite dai recenti terremoti del Centro Italia: un’occasione per esprimere con la presenza fisica i vincoli di solidarietà che ci accomunano.

Si tratta di un cammino pensato non solo per escursionisti esperti, ma per chiunque voglia avventurarsi in un’esperienza benefica e rigeneratrice per anima e corpo, lontano dallo stress e dalla confusione della vita quotidiana, riscoprendo la parte più ancestrale di noi stessi a contatto con la natura e la storia.

Al progetto partecipano il Parco regionale dei Castelli Romani, insieme al Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, al Parco regionale dei Monti Simbruini, al Parco regionale dei Monti Lucretili, al Parco regionale dell’Appia Antica, alla Riserva naturale regionale Montagne della Duchessa e alla Riserva naturale regionale dei Monti Navegna e Cervia: un progetto ambizioso che sostiene la volontà di mettere in rete soggetti che, occupandosi delle stesse tematiche ambientali su territori diversi, riescano a intraprendere un discorso volto al bene comune, sintonizzandosi su elementi cruciali e condivisi. L’obiettivo strategico è promuovere lo sviluppo di un sistema turistico sostenibile ed ecocompatibile che consideri i Parchi come attrattori fondamentali per i visitatori e fattori determinanti di crescita sociale ed economica.

Il percorso in 4 settimane

La Prima settimana inizia a Roma e termina a Livata, sul Monte appartenente alla catena dei Monti Simbruini, all’interno del territorio del comune di Subiaco.

In questi primi 119 Km faremo un salto nell’antica Roma attraversando il Parco Naturale Regionale dell’Appia Antica, in cui potremo ammirare il Circo Massimo,  il Sepolcro degli Scipioni, la tomba di Cecilia Metella e tanto altro ancora, e tra antiche vestigia romane e meravigliosi scorci panoramici, arriveremo fino  ai Colli Albani, per ammirare il suggestivo Lago di Castel Gandolfo (Prima Tappa) e, con una piccola deviazione, assaporare la rinomata porchetta d’Ariccia.

Prosegue il tour dei Colli albani tramite i sentieri che attraversano il Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani, passano per Rocca di PapaRocca Priora (Seconda Tappa) e arrivano a Palestrina (Terza Tappa); da qui parte la quarta tappa che prima di arrivare a Guadagnolo, storica falesia romana sulla quale è possibile fare emozionanti arrampicate, si attraversa il Monumento Naturale della Valle delle Cannuccete.

Le ultime due tappe di questa prima settimana attraversano Subiaco, comune laziale culla del pensiero Benedettino “ora et labora�?, e terminano a Livata una delle località turistiche montane situata nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Seconda Settimana

Nella seconda settimana percorreremo 126 Km che, con le sue 7 tappe, ci faranno visitare suggestivi borghi ricchi di storie e paesaggi lacustri mozzafiato.La prima tappa ci porta a Camerata Nuova; a pochi km di distanza si entra in territorio abruzzese dove si trovano Rocca di Botte, forse il borgo più ombroso della Regione, in un’eterna amichevole “lotta�? con il suo opposto soleggiato borgo Pereto.Lasciamo l’Abruzzo per tornare nel Lazio e dirigerci verso le terre reatine seguendo le orme del Sentiero Coleman che ci porta verso Cineto Romano, dove potremmo ammirare le mura del castello con la bella Torre dell’Orologio riprodotta dal Pittore Paesaggista. Poco prima di entrare in paese un sentiero permette di visitare e ammirare il corso d’acqua del Monumento Naturale del Torrente Rioscuro.Dall’ameno borgo ripartiremo per il sentiero che ci farà addentrare nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili in direzione di Percile, dove incontreremo, prima del paese, i bellissimi Lagustelli del Fraturno e Marraone. Si continua per un recuperato stradello comunale che serviva gli antichi terreni coltivati e bordando l’ampia dolina carsica del Pozzo dei Casali si arriva ad Orvinio, bello e panoramico borgo del Reatino.Da qui proseguiremo verso Castel di Tora sulle sponde del pittoresco Lago del Turano, capace di lasciare senza parole chi lo ammira,attraverseremo la Riserva Naturale Monti Navegna e CerviaMarcetelliFiumata (Lago del Salto) e riscenderemo verso Pescorocchiano per terminare la settimana a Corvaro, sede della Riserva Montagne della Duchessa, dove è possibile degustare ottime birre artigianali prodotte nel birrificio di Borgorose.Terza Settimana

Il passo che si fa più marcato e gli occhi e l’animo che si arricchiscono di immagini incantate salendo sempre più di quota, ammirando paesini incastonati come gioielli preziosi tra le montagne. Questa è la terza settimana da Corvaro a Accumoli che si estende per 102 km.Corvaro è un borgo che ha conservato l’armonia e la fantasiosa impronta medievale ed è immerso tra le montagne dell’Appennino centrale del Lazio e Abruzzo nella Riserva Naturale Montagne della Duchessa. Attraverseremo Castiglione per poi passare a Rascino dove troveremo un meraviglioso lago, una conca carsica che raccoglie le acque piovane e delle nevi. Ne segue Antrodoco il cui nome deriva dalla radice antica ocre, ovvero “tra le montagne”.Proseguiremo salendo dolcemente di quota verso Posta, seguendo lo stretto fondovalle creato dal Fiume Velino, situata circa a metà strada tra Roma e Ascoli Piceno; il nome riprende l’uso che ne facevano del posto cioè sosta ed alloggio dei viaggiatori.E andremo a concludere il terzo tratto con paesaggi mozzafiato che invoglieranno a non fermarsi e continuare alla scoperta di quell’intimità che donano queste giganti montagne arrivando a Cittareale, cuneo laziale confinante sia con l’Abruzzo che con l’Umbria ed infine Accumoli ad 855 m tra l’appennino umbro-marchigiano nell’estremo Nord-est del Lazio.Quarta Settimana82 km! Questa è la distanza per arrivare a L’Aquila, percorrendo le ultime sei tappe della Quarta Settimana. Si lambiranno le montagne più alte dell’intero Appennino, penetrando sempre più all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.Dopo una prima tappa (la ventesima) che collega Accumoli ad Amatrice, si traverserà la Valle del Fiume Tronto e la SS4 Salaria. Questo angolo di terra è il confine di tre regioni (Lazio, Marche ed Umbria) e il limite tra due tra amatissimi Parchi Nazionali, uno storico citato sopra ed uno molto più giovane: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Siamo quindi in uno dei territori a maggiore naturalità e valore ambientale dell’Appennino, dove la protezione della Natura è quasi senza soluzione di continuità!Dopo Amatrice si sale dolcemente verso la conca dove trova spazio il Lago di Campotosto, grande e panoramico lago di sbarramento. Da qui lo sguardo si posa sui vicini e ripidi versanti che terminano sulle cime della catena dei Monti della Laga e spazia sui più lontani profili dei 2700, 2800, 2900 m del massiccio del Gran Sasso e della sua catena occidentale.Le tappe 23 e 24 ci faranno assaporare gli ambienti di più alta montagna, con anche una notte al Rifugio Fioretti, poggiato sulla parte alta della Val Chiarino. Per poi intraprendere la discesa, raggiunto il Passo del Belvedere, verso San Pietro della Jenca e ammirare un affaccio di privilegio sulla conca aquilana.


AggiornamentoIl percorso del Cammino Naturale dei Parchi si sovrappone in parte al tragitto definito dagli organizzatori della Lunga Marcia delle Terre Mutate, iniziativa di sostegno e solidarietà con le popolazioni delle Aree interne colpite dai terremoti.

Il tempo passa e si sgretolano non solo i muri delle case ma anche i legami e le storie delle persone, le tradizioni, il passeggio lungo il corso, i ricordi e le amicizie: beni non misurabili economicamente ma preziosi per la vita di ogni donna e ogni uomo, nonché per l’antropologia e l’ecologia di un territorio.

“Le Terre Mutate sono piene di vita e di voglia di ricominciare. A popolarle c’è gente determinata, che resiste e non getta la spugna”, come spiega Alberto Renzi del Movimento Tellurico.Se non dovessi trovare il tempo o il modo per partecipare alla Lunga Marcia, puoi comunque sostenerne le attività con un contributo a Movimento Tellurico, cliccando QUI.
Grazie per il tuo aiuto!

Scroll to Top